MEGANAI | SPRING BREAKERS | Harmony Korine
MEGANAI

SPRING BREAKERS | Harmony Korine

by NICOLA ALTIERI

 

Delle collegiali rubano un vecchio pick-up di un professore antipatico e, di notte, in short, t-shirt scollacciata, passamontagna e tanta ganja in corpo, assaltano una tavola calda a suon di martellate e pistole di plastica. Noi non le vediamo, se non a tratti e filtrate dalle vetrate della tavola calda, perché la cinepresa è nell’auto, affianco alla ragazza al volante, che gira intorno all’edificio e carica con se le improvvisate rapinatrici all’uscita dalla porta secondaria.

 

La baia di Miami a fare da cornice. Tre collegiali in bikini e passamontagna rosa ciondolano a bordo piscina e Uzi alla mano intonano Britney Spears mentre un gangsta rapper stralunato ne suona le note ad un pianoforte bianchissimo.

 

In queste sequenze, come in molte altre, c’è la folle e personalissima identità cinematografica di Spring Breakers e del suo geniale autore, quell’ Harmony Korine che con i da lui lontanissimi Lucky McKee e Ryan Johnson rappresenta il vero nuovo cinema americano, perché coraggioso, sghembo, folle, visionario e per questo fallace.
Korine da sempre interessato ai freaks, gente ai margini, insoddisfatta e frustrata, questa volta guarda nel mucchio e coglie l’adolescenza americana nella sua superficie più estrema, apparentemente appagata ma immersa in una vuotezza degradante. Personaggi mono dimensionali, parole vuote ripetute allo sfinimento, riflessioni stanche prim’ancora d’esser formulate. Spring Breakers è lo specchio di una generazione che esiste solo in funzione di un sogno irrealizzato.

 

Esteticamente sontuoso, elegia estrema del Pop degli anni 10, tinte fluo e saturazioni, un’estetica di ricerca nei solchi del mainstream, schemi anti narrativi al servizio di un montato che lega immagini per affinità delle tante luci e poche ombre, forme colorate in disfacimento. Girato con un mestiere da far impallidire e mandare a casa l’ultima decade di premiati al Sundance Festival ed affini, Spring Breakers è una malinconica e cinica boccata freschissima per lo stantio cinema americano contemporaneo.

 

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15 marzo 2013
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