MEGANAI | ALESSANDRO CORTINI | Sonno\Risveglio
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ALESSANDRO CORTINI | Sonno\Risveglio

by NICOLA ALTIERI

Alessandro Cortini è uno di quei nomi che dice poco ai più, eppure è uno di quelli che se ti capita di nominare in una discussione, specie se è una discussione con musicisti, ti imbatti in gesti d’approvazione, aggettivi positivi e manifestazioni di stima. Alessandro Cortini se ne andato dall’Italia alle soglie del nuovo millennio, assai prima che questo diventasse quasi una mania, una costrizione  indotta, lo ha fatto perché voleva fare il musicista, lo voleva fare a modo suo e a Forlì non è che ce ne fosse un gran modo (anche se io a Forlì mi ci trasferirei domani ma questo è un altro discorso che forse un giorno affronterò). Alessandro Cortini ce l’ha fatta, è diventato qualcuno, nello specifico un membro dei Nine Inch Nails ma anche collaboratore più o meno fisso del duo Trent Reznor\Atticus Ross che tanto sta dando alla sonorizzazione degli ultimi anni, ed ha anche messo le mani e la testa in progetti interessanti come i Ladytron e i Puscifer oltre a tante altre cose. Alessandro Cortini però fa anche musica a nome suo, nel senso che sui suoi dischi c’è proprio scritto Alessandro Cortini, uno si chiama addirittura SONOIO, e a ben pensarci non è che sia una cosa così usuale ultimamente, con tutti che creano alias e moniker o indossano cappucci e maschere. Si fa presto a dire che i dischi a suo nome sono più personali, più identitari e bla bla bla, magari sarà anche vero ma quel che conta è unicamente che i dischi a suo nome sono belli ma belli davvero.

 

C’è un concetto dietro questi dischi: sono stati per lo più composti nelle pause dei tour con i NIN, registrati in camere d’albergo e camerini, pensati come una sorta di ninna nanna e seguente risveglio, a tratti dolce a tratti assai meno. Un muro di suono lento e avvolgente, in alcune sterzate anche opprimente ma di una oppressione mai cattiva, c’è come una dolenza narcotica nel suo suono, come fosse una forma musicale di anestesia forzata, non del tutto accettata ma placida ed un risveglio mai davvero sereno, sempre un po’ nevrotico ma efficace.  C’è un filo che li lega, anche temporale, ma anche un deciso ampliamento che in “Risveglio” prende le forme di un trittico strumentale fatto di munumenti analogici come la Roland 606 e le sorelline 303 e 202. Si sbaglia però a pensare che ne risulti un suono acido, graffiante e secco come da tradizione d’uso di alcune delle suddette, quel che ne viene fuori è più un andamento rallentato di alcuni monotoni carpenteriani, come se alcune sequenze del maestro andassero in slow motion, sbiadissero sullo sfondo e andassero in dissolvenza (cosa che Carpenter cinematograficamente non era solito fare, almeno fino a Fantasmi Da Marte).

 

Qualche giorno fa Chelsea Wolfe ha cinguettato ai suoi seguaci che stava danzando intorno casa ascoltando la musica di Alessandro Cortini, questo tanto per dire che magari conta poco che piaccia a me ma lei non è proprio l’ultima arrivata, lei ha appena pubblicato Abyss che è uno dei dischi più belli degli ultimi mesi, è una in perenne evoluzione, è una da seguire sempre, come Alessandro Cortini appunto.
LO STREAMING DEI DISCHI:
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24 agosto 2015
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