MEGANAI | TANGERINE | Sean Baker
MEGANAI

TANGERINE | Sean Baker

by NICOLA ALTIERI

 

Non lo avrei mai detto ma è successo. Un film fatto con l’Iphone (tre 5s con adattatore anamorfico e app per il controllo dell’esposizione per l’esattezza) che non solo ha assoluta dignità cinematografica bensì è uno dei più folgoranti film dell’anno, “Tangerine” è semplicemente una bomba! Con una storia esile e stiracchiata, buona giusto per avere la scusa di stare costantemente in strada, ribalta, fracassandola completamente, la tipica attitudine da film indipendente americano fatto sperando di arrivare al Sundance o al Tribeca.

 

Dinamismo estremo, un montaggio pazzesco ed ispirato che non cerca l’elettricità a tutti i costi ma è funzionale a disegnare un contesto al di sopra delle righe coerente e sfaccetato, una fotografia che esaspera e carica all’inverosimile i difetti creando un’atmosfera torrida, graffiata e graffiante che fa da contenitore a toni ed accenti forti, tutti bassi istinti, rabbia ed isteria. La routine giornaliera ma aliena di un mondo parallelo, che sta semplicemente dall’altro lato della strada, tra cemento e colori accesi. Una vera rivelazione, il digitale povero che finalmente sale sul banco e picchia in testa il maestro.

 

PS. In una scena c’è un cammeo di Ana Foxxx, una nota attrice porno afroamericana, e quello che succede in quella scena è l’esatto metro di quanto questo film se ne sbatta e sia quel che vuole essere, cinema del qui ora che è anche già troppo tardi.

 

Tangerine Sean Baker

 

 

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1 dicembre 2015
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