MEGANAI | BOARDS OF CANADA | Tomorrow’s harvest
MEGANAI

BOARDS OF CANADA | Tomorrow’s harvest

by NICOLA ALTIERI

Tomorrow’s Harvest dei Boards Of Canada dona impressioni similari, fatte le dovute proporzioni, a quelle che diede Third dei Portishead, uno dei più bei dischi degli anni 2000 per chi scrive. La riaffermazione di una identità, il consolidamento di un marchio sonoro ma con sfumature, colori ed accenni di strutture, nuovi. Una continuità che è soprattutto di ambienti ed attitudine. Un suono che ha una matrice solida e densa ma delineata e scolpita lentamente e progressivamente.

 

Scozzesi, lontani dai tracciati metropolitani, eppure divenuti autentici alfieri di un suono analogico capace di alternarsi tra calore e freddezza, perché viscerale e siderale, ideale terzo angolo di un immaginario triangolo composto con Aphex Twin e Autechre e contenente le anime più identitarie del suono dell’etichetta Warp, la label che più di ogni altra tra la fine dei ’90 e i primi 2000 seppe riscrivere le coordinate della musica contemporanea, resettando i parametri e fissando il grado zero: le macchine come strumento di suono e umanità.

 

Tomorrow’s Harvest si riappropria di una matrice sonica a distanze di 8 anni dal non memorabile “The Campfire Headphase” e lo fa ripartendo dalle basi che cementarono quella matrice e che diedero vita ai capolavori “Music Has Right To children” e “Geogaddi”. Echi carpenteriani fanno da sfondo a ritmiche implose e suoni sintetici che fuggono via verso un orizzonte lontano e sfumato. Vive insita nella fuga del suono una progressione, un battito diverso, un cercare nel tracciato sicuro una lieve sterzata verso territori più vitali. Un suono alimentato da una forza che sembra voler dare speranza e vigore in luogo dell’occlusione e introspezione del periodo d’oro.
Un ritorno di spessore che riporta in superficie un suono che è contemporaneità, una danza cosmica tra passato recente e futuro, con il presente a far da ponte.

 

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7 luglio 2013
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