MEGANAI | BRON\BROEN | L’eccellenza del Noir scandinavo
MEGANAI

BRON\BROEN | L’eccellenza del Noir scandinavo

by NICOLA ALTIERI

Saga Norén: Ispettore capo della Polizia di Malmö, Svezia. Bionda, tendenzialmente trasandata, mai i capelli in ordine e nessun trucco in viso, eppure indossa giubotti da far uscire di testa ogni frequentatrice di mercatini vintage. Se ne va in giro con una Porsche 911 S del 1977 verde bottiglia, con cerchi in lega neri e senza alettone posteriore. Con se si porta dietro un bel po’ di disadattamento e disturbi della personalità perché affetta dalla sindrome di Asperger che la rende aliena al mondo ma dotata di un cinismo, un disincanto ed una razionalità lucidamente perfetta, tale da farla essere un detective infallibile.

 

Martin Rohde: Ispettore capo della polizia di Copenaghen, Danimarca. Caracollante, sovrappeso, sempre dolorante a causa di un intervento di vasectomia. Uno di quelli a cui sembra scivolare tutto addosso, con quel suo ghigno tra il sardonico ed il sinceramente divertito. Se ne va in giro con un monovolume a causa di una famiglia allargata felice sulla carta e alle volte nemmeno su quella. Ha una integrità raggiunta, non radicata ma valori saldi e tanta ostinazione.

 

Il caso che gli piomba sulle teste non solo sconvolgerà le loro esistenze ma destabilizzerà anche quella delle due nazioni, o almeno in apparenza, in superficie. BronBroen sembra infatti voler portare politica e società al centro del racconto, come da tipica tradizione televisiva nordica (ForbrydelsenBorgen, Forestillinger), ma in fondo un assassinio è un assassinio, la brutalità della morte ha radici nell’odio e nell’individuo. Il focus e la grandezza, di quello che a conti fatti è il più sorprendente noir televisivo degli ultimi anni, stanno nelle sfumature di colore tenue di una fotografia desaturata, algida di base ma con chiaroscuri intensi, specchio del lento e progressivo deviare e formarsi di personaggi umanissimi, tra debolezza, desiderio e riscatto.

 

Un soggetto molto originale abile nel dipanarsi con equilibrio e tensione tra i molti personaggi fissi e alcuni fondamentali e destabilizzanti personaggi di contorno, capaci, oltre che di determinare inaspettatamente l’evolvere delle indagini, di aprire finestre su tutto un mondo di emozioni e stato di crisi socioculturale dell’individuo nella Scandinavia contemporanea. Un soggetto che si smarrisce purtroppo solo nel prevedibile e mal gestito singolo atto finale e risolutivo, un dettaglio però non in grado di offuscare un’opera destinata ad aprire una nuova ed interessantissima via all’interno del già denso e florido panorama del Noir scandinavo.

 

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10 luglio 2013
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