MEGANAI | CORDON | la serialità fiamminga tra le eccellenze europee
MEGANAI

CORDON | la serialità fiamminga tra le eccellenze europee

by NICOLA ALTIERI

Jana, bionda, fisico atletico, lineamenti nordici ma non troppo, piglio deciso e fare concreto, di quelle che se le incontri in un locale ci provi l’istante prima di chiederti se è opportuno e ti penti d’averlo fatto l’istante successivo. Lavora in un laboratorio di recupero dati.

 

Lex, commissario di polizia, un po’ burbero, faccia sempre scalfita da qualcosa ma non si sa bene cosa, tiene ai suoi uomini più che a se stesso ma manca del pugno fermo che dovrebbe avere, fidanzato di Jana, vogliono andare a vivere insieme, lei non è così convinta però si amano e tanto.

 

Jokke, poliziotto nella squadra di Lex, un guascone, uno che si stufa di tutto e subito e una cosa gli da fastidio prima ancora di sapere cos’è ma se c’è da fare su di lui ci puoi contare.

 

Leo, giornalista di mezza età, insoddisfatto, affogato nella routine ma con l’istinto del cronista d’assalto, istinto che in passato lo ha cacciato nei guai ed ora paga pegno con la mediocrità professionale, ha però dentro un fuoco di idealismo che arde ancora.

 

Katja, insegnante delle elementari, difficile vederla sorridere, nasconde la sua forza e bellezza in vestiti che la invecchiano, trucco inesistente e sguardo spento, sembra ingenua ma ha tutto un mondo dietro e dentro di sè.

 

Ineke, 16 anni, i suoi hanno un piccolo supermercato, non fanno che lavorare, la madre la sgrida continuamente, il padre fa quello che dice la madre, lei aspetta un figlio da un ragazzo spagnolo e vuole andare a vivere con lui in Spagna.

 

Tyl, ragazzotto sovrappeso, vittima di bullismo, non si lamenta di nulla, le prende e si becca le punizioni, non si scompone, come si fosse convinto d’essere un perdente. Lein è la sorella maggiore, sta sempre imbronciata, non le va bene niente e tratta il fratello peggio dei bulli.

 

Questi ed altri con cui avranno a che fare non sono che individui qualunque che incontri tutte le mattine in metro o sull’autobus, vivono ad Anversa, la più importante città delle Fiandre. Le Fiandre sono una regione speciale, fanno parte del Belgio ma è come se fossero una nazione a parte e guai a dire ad un fiammingo che è un belga che parla olandese. Personaggi che vivono la vita di una grande città europea come tante ma in cui sta per succedere qualcosa che cambierà le loro vite e quelle di tutta la città per sempre. Un virus si diffonde, porta alla follia e alla morte, è irrefrenabile, si può fermare solo tirando su dei muri invalicabili. Mura che dividono in due una città europea…

 

Cordon TV Flemish

 

Cordon è una produzione televisiva assai coraggiosa, per temi trattati soprattutto ma anche per approccio e coralità narrativa. Guarda molto al “genere”, flirtando su più fronti: post-apocalittico, zombi, poliziesco ma è in particolare nelle dinamiche interpersonali e nei cambiamenti che il dramma porta nell’individuo che da il meglio di sé. Parallelamente disegna scenari socio-politici inquietanti, partendo da degli assunti esasperati e, si spera, inverosimili, delinea pian piano sfumature e rimandi distanti solo un palmo dalla realtà dei nostri giorni, sfumando abilmente e assottigliando il più possibile il confine tra fantascienza, distopia e crudo realismo. Senza svelare troppo è doveroso notare come se da un lato la coralità e l’ampio respiro delle vicende rappresentino una delle caratteristiche peculiari e vincenti, dall’altro in alcuni frangenti il distracarsi di tante questioni e personaggi porti delle incongruenze anche piuttosto evidenti, quasi che l’accumulo di uomini e situazioni si concretizzasse in un non perfetto equilibrio del focus. Sono però dettagli perdonabili dinanzi alla sfaccettatura complessiva.

 

Cordon TV Flemish

 

Figlia diretta di un modo di intendere l’audiovisivo che da ormai diversi anni innerva l’industria cinematografica di Belgio, Fiandre e Olanda, terre simili e diverse, uomini divisi da tutto ma uniti dalla storia, il vissuto e gli umori di una contemporaneità fatta di un manipolo di registi e autori spesso fuori dagli schemi consolidati, dotati d’una ruvidezza stilistica ed una densità e gravità delle tematiche affrontate che non teme paragoni nell’Europa di questi anni. Non è un caso che l’autore di questa serie tv sia quel Carl Joos sceneggiatore dell’acclamato Alabama Monroe ma soprattutto di quell’indigeribile capolavoro misconosciuto che va sotto il nome di De Behandeling, un thriller livido e annichilente che, su una struttura degna della migliore tradizione americana dei primi anni 90, innestava vicende di violenza e crudeltà umana senza limiti.

 

La serie al di fuori delle Fiandre è stata trasmessa in Inghilterra da BBC Four ed è quindi visionabile in lingua fiamminga con sottotitoli inglesi. Prevista una seconda stagione nel 2016. Ne è stato fatto anche uno scialbo remake americano ad opera del canale CW ed intitolato Containment.

 

 

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4 dicembre 2015
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