MEGANAI | HIGH-RISE | La psicogeografia disinnescata di Ben Wheatley
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HIGH-RISE | La psicogeografia disinnescata di Ben Wheatley

by NICOLA ALTIERI

High-Rise - Ben Wheat - J.G Ballard Teaser-Poster

 

Tratto da “High-Rise”, in Italia “Il Condominio”, un romanzo del 1975 scritto dall’autore di fantascienza J. G. Ballard.

 

La storia si svolge a Londra in un ricco condominio i cui residenti, benestanti ed educati, in seguito a dei blackout e ad altri episodi regrediscono ad uno stato primitivo.

Approntare la visione di un film l’istante successivo aver terminato la (ri)lettura del libro da cui è tratto. Un’ operazione piuttosto radicale e non priva di rischi, specie per chi come me è solito attuare una divisione e separazione netta tra letteratura e cinema, infischiandosene totalmente di fedeltà e rigore, in nome della più libera sovranità e specificità dei diversi mezzi espressivi. Un’ operazione che cela inevitabilmente insidie, nelle forme di un confronto, pur inconscio e latente, con la vivida carnalità e geometrica follia della scrittura di Ballard. Proprio nell’avere ancora impressi nella mente prefigurati deliri e sordidi istinti, può però esserci la chiave per meglio comprendere la personale lettura che un autore cinematografico come Ben Wheatley, così inclassificabile eppure tanto nervosamente vitale ed interessante, è in grado di dare di quell’assoluto capolavoro letterario che è High-Rise.

confronto copertine edizioni High-Rise Il Condominio J G Balalrd

Pubblicato in Italia per la prima volta nel 1976 all’ interno della collana Urania con il titolo “Condominium”, successivamente ripubblicato in altre edizioni (ora fuori catalogo) nei decenni successivi con il titolo “Il Condominio”, è stato ritradotto ad inizio anni 2000 da Feltrinelli ed è attualmente presente nella loro collana “Universale Economica”. L’operazione di ritraduzione è stata quanto mai appropriata e benvenuta in quanto la prima versione italiana presentava un’ interpretazione che si potrebbe sarcasticamente definire: “essenziale e sintetica”. Il consiglio, altrettanto essenziale e sintetico, è di preferire senza remore l’edizione Feltrinelli, riconoscibile dalle copertine raffigurate qui sopra. Per meglio comprendere i perché della scelta è allegato a seguire un estratto del capitolo 6, messo a confronto tra testo originale e le due traduzioni. Credo non siano necessari ulteriori commenti.

confronto traduzione italiana High-Rise Il Condominio J G Ballard Urania Feltrinelli

Sul libro è superfluo soffermarsi oltre, tante e tali per rilevanza e spessore sono state le riflessioni nel corso dei decenni che aggiungere altro è impossibile, utile però un breve ripasso con la puntuale disamina fatta recentemente dalla sempre impeccabile Mara Ricci QUI.

High-Rise - Ben Wheat - J.G Ballard Tom Hiddleston

Wheatley nel suo lavoro di trasposizione cinematografica mostra un coraggio eccezionale, oltre che preliminarmente nell’affrontare il complesso adattamento, nel cercare una via del tutto personale per restituire lo spirito e la visione del capolavoro da cui trae origine. Nella parte iniziale centra mirabilmente il compito coniugando il proprio eclettismo pop in una lieve chiave psichedelica, nelle forme di un efficace montaggio sfalsato e ritmato, che su di un registro opposto alla linearità sequenziale del romanzo sa restituire con un taglio differente la frammentaria umoralitá che muove i fili del disfacimento, disegnando schegge istantanee di diversità e accenni di follia inseriti nell’eccesso di razionalità e normalità.

High-Rise - Ben Wheatley - J.G Ballard Tom Hiddleston

Nella seconda parte pecca colpevolmente nel non saper trovare equilibrio nella regressione, accelerandola brutalmente e provando a collegarla a singoli elementi ed accadimenti frutto di alcune forzature gratuite e ben poco efficaci. Laddove però il film fallisce in pieno è nel concentrare tale regressione esclusivamente in un delirio baccanale e di primitivi istinti che risulta stilisticamente ispirato e convincente ma smarrisce del tutto il substrato psicogeografico che permea l’intera struttura narrativa e delinea il complesso rapporto tra i caratteri degli individui ed il sistema in cui sono inseriti, annullando di fatto le derive paradossali che muovono i singoli personaggi verso un rifugio di placido annullamento dinanzi al decretato fallimento sociale ed esistenziale. Personaggi purtroppo ammassati gli uni sugli altri nella narrazione e come i piani del condominio banalmente contrapposti, nella quasi totale assenza di una complessità di interazione ed un difficile confronto che fungano da base e motore di quei bassi istinti e quella regressione della quale qui si smarriscono le trame.
High-Rise - Ben Wheatley - J.G Ballard Tom Hiddleston Sienna Miller
Sino ad arrivare ad una parte finale che perde totalmente di efficacia, oltre che per delle forzature poco funzionali, soprattutto per non essere anticipata né dal pathos della salita-ascensione verso l’ultimo piano, il cielo, il governo del mondo e la realizzazione del sé, né dal motivato consolidamento della reclusione volontaria in quell’ ecosistema alternativo che il condominio finisce per apparire agli occhi dei suoi abitanti. Lo scontro sociale, l’odio umano, il prevaricante egocentrismo, non assumono mai la rigida verticalità, da voler abbattere o conquistare, ma sono frutto di un tutti contro tutti senza regolamentazione ed ispirazione, né spaziale né sistemica, una lotta fratricida mossa dalla casualità degli eventi più che dalla geografia di spazi ed individui, che appaiono slegati, indifferenti, uniti solo da quella illusoria visione d’insieme che origina il tutto e si mostra errata sul nascere e fallace nella sua stessa missione inclusiva.

High-Rise - Ben Wheatley - J.G Ballard Tom Hiddleston Sienna Miller

Non c’è traccia di logiche e differenze comportamentali, pur imprevedibili, che insinuandosi tra le mura fino a dentro il rabbioso ed ardente cuore dei condomini sfocino nello scontro e l’annientamento come unica forma possibile d’esistenza. Il tutto avviene ineluttabile, quasi fosse un atto di regressione segretamente e geneticamente bramato dai singoli individui e del tutto indipendente dalla struttura architettonica e dalla sovrastruttura sociologica ad essa legata. Wheatley pur tuttavia si muove agilmente nelle forme geometriche, delineando gabbie d’eleganza nell’assoluta assenza di reali punti di fuga, con il vuoto all’esterno dell’ edificio e dell’ inquadratura ed il caos all’interno, con il cemento come unico elemento di ordine e purezza.

High-Rise è ad ogni modo un film energico e vitale, intriso di un talento registico e compositivo fuori dall’ ordinario ma che svilisce la sua componente più densa e detonante, offrendo purtroppo una versione disinnescata di quella psicogeografia, al tempo stesso cinica ed illuminata, propria del materiale di partenza.

 

Ben Wheatley è un talento visionario di cui non si può fare a meno ma a cui serve necessariamente una quadra ed una sintesi autoriale che non ne mortifichi il brio ma ne focalizzi il senso.

 

In colonna sonora ci sono i Portishead con un nuovo brano che è una cover degli ABBA. Il brano è semplicemente magnifico.

 

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18 maggio 2016
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