MEGANAI | JULIA HOLTER | Have You In My Wilderness
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JULIA HOLTER | Have You In My Wilderness

Julia Holter Have You In My Wilderness

La domenica per me è un giorno musicalmente un po’ atipico, dove per atipico si intende anche speciale, nel senso che è l’unico giorno della settimana in cui la musica non è suonata mentre lavoro o mentre mi muovo. La domenica quando la musica suona c’è solo la musica. Va da sé che i dischi che ascolto non sono scelti a caso. La mattina c’hanno un po’ tutti la funzione “del ripiglio”, roba tosta, chitarroni, ritmiche grasse, rasoiate secche, cose così. Per esempio quando ero giovane e tiravo fino al mattino il ripiglio perfetto era Remedy dei Basement Jaxx, una specie di versione musicale del detto secondo cui per curare il dopo sbronza al mattino devi continuare a bere. Poi ci sono quei trequarti d’ora prima di pranzo, in cui si spera che uno s’è ripreso, e lì piazzo il disco della settimana, quello che c’ho proprio voglia di entrarci dentro, che magari ho già senticchiato qui e lì ma mi ci voglio dedicare completamente, dove per dedicare si intende infognare.

 

 

Questa era la settimana del nuovo disco di Julia Holter. Ora…io potrei stare qui a dire quanto Julia Holter sia una specie di faro nel panorama musicale contemporaneo, potrei stare a sottolineare come in una manciata di anni e dischi abbia illuminato il concetto stesso di pop sperimentale e forma canzone colta e tante altre cose intellettuali tutte vere e tutte altrettanto noiose. In realtà c’ho da dire solo che oggi in quei trequarti d’ora prima di pranzo sono stato di un bene ma di un bene che non ero così preso bene da quella volta che una tipa che mi piaceva e con cui una sera avevo chiacchierato amabilmente m’aveva mandato un sms il giorno dopo con su scritto “ti va di vederci dopo pranzo?”, e non c’aveva manco il mio numero.

 

Have You In My Wilderness è uno dei dischi squisitamente pop più colti, intelligenti ma anche delicati ed accessibili che sia dato sentire oggigiorno e non solo, perché ha radici lontane, nei 60 soprattutto, c’ha questo umore un po psych qui e lì, quest’aria da folk suonato piano nei boschi e qualche eco lontana di musica da camera che tanto piace alla nostra Julia che qui però la sostituisce spesso con orchestrazioni placide, arrangiamenti semplici semplici ed incursioni che non t’aspetti di fischietti e trombe jazzate che diresti inutili ed invece ti sbatacchiano tutto contento. Julia Holter è un monumento, una che pensa musica, una che sa d’essere brava e quindi è anche ambiziosa e se deve provare a fare qualcosa di diverso e personale ci prova, non è che sta lì a farsi problemi sul riuscirci o no, qui però non ti da mai la sensazione di un eccesso di meditazione, pensiero e pesantezza generale, scivola via tutto che è un piacere. Have You In My Wilderness è un disco pop, puro e semplice ed è bellissimo.
Esce il 25 settembre su Domino Records, compratevelo che c’ha pure una copertina bellissima

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20 settembre 2015
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