MEGANAI | MEGANAI Heavy Rotation #1
MEGANAI

MEGANAI Heavy Rotation #1

Con l’arrivo dell’autunno parte MEGANAI Heavy Rotation, una rubrica settimanale con pensieri sparsi, preferibilmente brevi, scritti di getto su alcuni dei dischi passati a rotazione intensa nel mio impianto Stereo.

 

Chvurches - Every Open Eye
Chvurches – Every Open Eye

 

La mia personalissima delusione di quest’inizio autunno. Il loro disco d’esordio era stato una piacevole sorpresa. Il brio e la delicatezza di una voce femminile quasi fanciullesca unita a ritmi sensuali ma vibranti, un synth pop groovoso e contagioso per nulla banale. Ora, dopo esser stati molto chiacchierati, aver fatto il giro dei festival e dei siti di tutto il mondo per una battaglia anti misoginia intrapresa sui social, l’angelica Lauren Mayberry ed i suoi compari scozzesi tornano con il famigerato secondo album e cambiano non di poco la rotta. Casse dritte che più dritte non si può, spirito ludico di tastiere pastose e gaudenti, vocettina acuta come di una filastrocca per bimbi e bassi da dancefloor in una domenica pomeriggio. Tutto fatto a modo e a suo modo anche particolare ed inaspettato, ciò non toglie che a conti fatti sia una gioiosa cafonata di pop danzante in plastica dura. Basta saperlo.
CHE CI FACCIO? Ci canti come uno scemo in auto con i tuoi amichetti mentre vai in pizzeria il sabato sera.
A CHI LO REGALO? Alla 16nne che sembra una 26nne con cui hai deciso di provarci visto che superati i 16 la legge più o meno ti tutela (più o meno…).

 

Empress Of - Me
Empress Of  – Me

 

Tutto quello che sarebbe potuto essere il disco dei Chvurches e non è stato. Pop elettronico friccicoso e vibrante ma dannantamente orecchiabile, con un andamento da ultimi bagliori chill-wave che quando credi di aver compreso ed afferrato ecco che ti sorprende e si incupisce, tira via un lato malinconico e a tratti sferzante, nella narrazione come nei suoni che si incattiviscono e conquistano. In pratica il disco della finta presa a bene che tra una friccicatina e l’altra butta lì storie di pillole, sonniferi, solitudine e masturbazione. C’ha un po’ tutte le lune, dritte e storte ma è molto figo e lei ha l’aria di quelle che se iniziano a raccontarti la loro storia stanno bene fino a domani e tu domani sei già disperatamente innamorato.
CHE CI FACCIO? Ci rifletti sul perché ti innamori sempre di ragazze problematiche e nel mentre che batti il piedino a tempo e muovi la capoccella arrivi alla conclusione che è giusto così, basta scenderci a patti
A CHI LO REGALO? Alla ragazza che si è innamorata di te ma che è più canonica di un rito ecclesiastico, nella speranza che le vengano dei problemi

 

Geir Gundstøl - Furulund
Geir Gundstøl – Furulund 

 

Geir Gundstøl c’ha una carriera lunga così ma a suo nome non ha quasi mai inciso nulla. Ora esce un suo disco per la Hubro Records, faro delle avanguardie norvegesi e del jazz più laterale. Furulund ha un suono che rispecchia in pieno la peculiare e sfaccettata essenza musicale di Gundstøl. Il cuore nelle lande americane, le dita sulle corde di una vecchia chitarra blues, la testa  infilata in un cappello di lana per proteggersi dal freddo gelido ed i piedi immersi nella neve perché la sofferenza è dolce e sensuale. Laghi di suono pizzicato alla maniera del Ry Cooder più desertico, richiami alla tradizione americana, atmfosfere malinconiche e pungenti di un inverno emozionale che invade sempre più. L’ennesimo imperdibile tassello di un immenso e poliedrico musicista.
CHE CI FACCIO? Ci viaggi di notte sperando di lasciarti alle spalle il freddo che hai nell’anima e scaldandoti quel tanto che basta per vivere su quei pizzichi vitali che la sofferenza ti da.
A CHI LO REGALO? A chi hai voluto bene ma che ora vuoi tenere a distanza, per fargli capire che continui a volergli bene ma la vita è fatta di bivi e cambiamenti e alle volte ci si deve separare.

 

Ibrahim Maalouf - Khaltoum

Ibrahim Maalouf – Khaltoum

 

Ibrahim Maalouf è un ragazzo libanese che suona la tromba ed ha trovato la sua realizzazione professionale ed artistica in Francia. Qualche anno fa realizzò un entusiasmante progetto con il rapper Oxmo Puccino: musicarono una stramba ed ampiamente rivisitata versione teatrale di Alice Nel Paese Delle Meraviglie di Lewis Carroll ed il disco conseguente resta una piccola perla di suono trasversale che abbatte mura e steccati. Oggi esce per la gloriosa Impulse con un disco pienamente Jazz in cui la sua tromba, ed i fiati in generale, la fanno da padroni. Un disco semplice che non sconfina mai in territori etnici come ci si aspetterebbe, laciando il compito di omaggiare la sua terra più ad umori ed atmosfere, date più dal peculiare approccio allo strumento che ad arrangiamenti specifici. La vera anima musicale del disco infatti risiede in interessanti pulsioni da brass band che danno corpo ad una struttura swing canonica ma efficace. Un gran bel disco.
CHE CI FACCIO? Ci sviluppi i tuoi negativi digitali con Lightroom, concentrandoti in particolare nella sezione HSL dedicata ai colori, per dare quel brio cromatico che manca sempre alle tue foto minimal di scorci architettonici e oggetti in disuso.
A CHI LO REGALO? Al tuo professore universitario che credi ti abbia cambiato la vita con il suo corso un piglio fuori dagli schemi ma pur sempre dentro il seminato e che hai superato con brillantezza ma che in realtà ti ha solo illuso che nella vita si possano superare gli schemi con moderazione.

 

PS. Dato che son rimasti fuori molti dischi dalla prossima volta meno chiacchiere e più dischi…

 

LO STREAMING DEI DISCHI:

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3 ottobre 2015
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