MEGANAI | MEGANAI Heavy Rotation #2
MEGANAI

MEGANAI Heavy Rotation #2

Sexwitch album cover
SEXWITCH – st

 

Inaspettata e gradevole sorpresina di inizio autunno. Collaborazione tra i ToyNatasha Khan, ovvero Bat For Lashes. Ora, diciamocelo, i Toy son bravi ma non è che abbiano mai lasciato una traccia imprescindibile ed il progetto Bat For Lashes oltre la disarmante bellezza della Khan non è che avesse da offrire molto di più se non hype. Sexwitch offre un cambio di rotta piuttosto deciso, anche se non determinante, nel sound dei Toy. Atmosfere psichedeliche, qualche timida deriva prog, una certa epicità dominante, tra echi folk e riti messianici sullo sfondo ma tutto adorabilmente ed efficacemente pop, con la voce della Khan che seduce senza civettare. Bello.
CHE CI FACCIO? Alleggerisci i periodi di intermezzo tra l’ascolto di un disco Black Metal ed uno Doom con qualcosa che ha delle vaghe affinità ma in fondo sono solo canzonette.
A CHI LO REGALO? A chiunque ha l’equalizzatore del proprio autoradio settato su “POP” e di un brano ascolta solo la voce, per iniziare a fagli notare che volendo nella vita si può avere anche altro.

 

Dam Funk - Invite The Light

DAM FUNK – Invite The Light

 

Damon Garrett Riddick sa il fatto suo: assurgere a piccolo culto contemporaneo con un sound che più agè è difficilmente ipotizzabile, rappresenta una forma di genio ben al di là delle qualità del suddetto sound. Qualità che c’è, ben inteso, e più passa il tempo e più si rafforza. Una forma leggermente attualizzata e digitalizzata del più classico g-funk godereccio, ora arrivato a piena maturazione ed efficacia, con singoli episodi di notevole orecchiabilità. Il fatto è che tutto è sempre uguale a se stesso e si ascolta, se ne gode e si dimentica, nello spazio di qualche ascolto. Se si distaccasse un po’ dal canovaccio e si lanciasse a briglia sciolta, sul fare giggioneggiante di alcune strumentali qui presenti, potrebbe trovare una dimensione maggiore, probabile però che non glie ne freghi un accidente.
CHE CI FACCIO? No dai…sul serio ci sono dubbi? (mi raccomando: i preservativi, non si sa mai).
A CHI LO REGALO? A qualcuno che si è pronti a scommettere non chiamerà mai il giorno dopo.

 

deafheaven - new bermuda
DEAFHEAVEN – New Bermuda 

 

Loro sono probabilmente la band hard rock più amata\odiata al mondo, forse solo i Liturgy sono oggetto di scherno maggiore. Chi li odia li accusa di essere dei fighetti, cosa che oggettivamente sono e qui si aprirebbe un discorso ampio su come tutta una grossa fetta del miglior metal degli ultimi anni sia partorito da gente che non ha nulla o poco a che fare con il classico immaginario metal, invischiata com’è in suoni che vanno dal post-rock, al jazz, passando per il progressive meno borioso e persino l’ambient. Quindi per certi versi: benvenuti fighetti. Chi li ama lo fa perché per l’appunto sono diversi, son bravi sia ad essere cattivi e rabbiosi, cosa che qui sono molto più che nel precedente e osannato disco, che meditabondi e romanticoni. A tratti, tra un riffone e l’altro, si trasformano negli Explosions In The Sky, con tutte le positività e negatività del caso. Quello che gli si può qui imputare è di ritagliarsi a conti fatti dei semplici frammenti all’interno dei singoli brani, quasi volessero aprire delle parentesi quando invece sarebbe assai più interessante adoperassero una sintesi compiuta dei loro vari aspetti. Sintesi che qui e lì però c’è ed efficacissima. Sono in ogni caso una gran band e questo è un gran disco.
CHE CI FACCIO? Una cosa come quella in QUESTO video, la mattina mentre ti prepari per l’ennesima giornata di merda nella solitudine della tua cameretta sfatta, però molto più meditabondo e soprattutto molto più incazzato.
A CHI LO REGALO? A qualche iracondo che deve imparare a gestire i suoi scatti e a cui non è possibile chiedere di passare, dall’oggi al domani, dall’essere Hulk all’essere il Dr. Manhattan.

 

farao

FARAO – Till It’s All Forgotten

 

Altro disco sorpresina: voce eterea, pulsioni ritmiche, tromboni dal nulla, suoni friccicosi nell’ombra, organetti una tantum e arrangiamenti grezzi il giusto. Viene da un villaggio norvegese di 500 anime ed ovviamente è pure bellina. C’è il brano “Feel” che iniza con un suonetto analogico e prosegue con un contraltare tra suono di trombone e chitarrina elettrica, con la sua vocetta in primo piano e poi un finale di campanellini su una ritmica accennata e delle stringhe che hanno quasi una cadenza techno. Nient’affatto male ma ha anche un po’ tutte le caratteristiche del disco d’esordio con idee ma senza la quadra.
CHE CI FACCIO? Una passeggiatina nel bosco dietro casa, ma va bene anche il cortiletto del condominio, credendo d’essere in un paese fantastico dominato da elfi femmina che fanno l’amore con alieni provenienti da una civiltà superiore.
A CHI LO REGALO? Alla vostra amica elfo femmina, come? Non avete un’amica elfo femmina? Ma sì che ce l’avete, è quella con i capelli rossi e le lentiggini, quella che avete sempre pensato fosse stramba e triste ed invece è la donna della vostra vita ma voi siete troppo scemi per capirlo.

 

Ci sarebbero tanti altri dischetti ascoltati in settimana ma alcuni piuttosto dimenticabili o trascurabili, tipo purtroppo il ritorno di Janet Jackson e altri ancora non tanto assimilati, credo però che sarò costretto d’ora in poi ad assestarmi, ahimè, sui 4 dischi a settima.

 

 

LO STREAMING DEI DISCHI:

 

Details

12 ottobre 2015
CATEGORIA