MEGANAI | OT TO, NOT TO - GOSHEN | Il blues è ovunque, il blues è tutto, si ma che palle. O forse no.
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OT TO, NOT TO – GOSHEN | Il blues è ovunque, il blues è tutto, si ma che palle. O forse no.

by NICOLA ALTIERI

ot to, not to goshen

 

Fortunatamente sta per finire Gennaio. Il mese peggiore dell’anno. Quello dove scopri che tutta la musica bella dell’anno precedente te l’eri persa.

 

C’è una storiella che molti appassionati si raccontano da decenni: il blues è ovunque, il blues è tutto. Dall’altra parte della barricata c’è gente che un po’ sottovoce dice: “si ma che palle”. C’hanno ragione entrambi gli schieramenti. Poi tutti finiscono ad ascoltare dischi del 2016 che suonano come dischi del 1976, ma questa è un altra storia.

 

Questo ragazzino non arriva a 20 anni, ha fatto un disco composto da pezzetti di note, secondo quella teoria per cui il blues alla fine sono 3 note in croce e quindi che palle, solo che sono pezzetti tagliati male, storti, attaccati con lo sputo che come li tocchi si staccano. L’ha fatto probabilmente in cameretta o in qualche studio al cui confronto la sua cameretta deve essergli sembrata Abbey Road. Ascoltarlo è come ritrovarsi nella caverna di Platone infischiandosene completamente dei massimi sistemi e pensando solo a quella tipa con cui vorremmo fare sesso ma lei è sfuggente e quindi tutto intorno è buio e soffocante e noi siamo rinchiusi in una specie di limbo senza spazio e tempo e in genere la soluzione è fumare erba o masturbarsi o ubriacarsi o in alternativa tutte insieme. Lui ha fatto questo disco.

 

Su James Blake sono stati sprecati fiumi di inchiostro digitale, su Frank Ocean ci si è divorati nell’attesa, nel frattempo loro due si innamoravano a vicenda ma non se lo dicevano e facevano due dischi in cui hanno provato a dirselo a modo loro ma nessuno dei due ha capito. Nel frattempo questo ragazzino qui mandava avanti e indietro dei nastri, strimpellava note un po’ a caso e come la londinese di origini nigeriane Klein disegnava involontariamente ignoti ma possibili paesaggi futuri per questa cosa chiamata blues che è un po’ ovunque e anche che palle. O forse no.

 

 

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30 gennaio 2017
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