MEGANAI | Robert and Shana ParkeHarrison
MEGANAI

Robert and Shana ParkeHarrison

by NICOLA ALTIERI

In questi giorni in cui in molti son presi a riflettere su innesti mentali, furti di idee e pura e artificiosa creazione, persi tra sogno e realtà, è forse utile tuffarsi in creazioni oniriche che dal sogno e l’immaginazione traggono però solo ispirazione e materia per poi tradursi in oggetti fisici che restano nel tempo, riproducibili e fruibili ben al di là della sola dimensione del subconscio. Eppure curiosamente i temi indagati dai coniugi americani Robert and Shana ParkeHarrison sono piuttosto prossimi a quelli solo sfiorati dall’algida metafisica dell’ultimo lavoro di Christopher Nolan.

 

L’uomo travagliato dal suo bisogno di controllo totale, schiavo del bisogno di potere, perso nel tentativo di plasmare se stesso e la natura intorno a se inseguendo una idea labile e cadente di universo. La rincorsa all’espansione delle proprie facoltà fisiche, sentite come un limite alla realizzazione di un io sempre più grande del percepito, sempre un passo oltre il limite ultimo dell’esistenza. Il mondo come una gabbia, come una piattaforma da mutare a tutti i costi o da cui catturare segreti recondidi di una intimità ed un sentire smarriti nella vana ricerca di una comunione con se stessi e con quel mondo che è sempre più altro da se, un mondo sofferente e sanguinante del medesimo sangue dell’uomo.

 

In attesa che le loro opere, misto di fotografia, collage ed illustrazione, possano esser visibili anche in qualche museo o galleria italiana è vivamente consigliato l’aquisto di Beginnings, un catalogo della Catherine Edelman Gallery confezionato attravero la piattaforma del sito http://www.blurb.com/.

 

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29 settembre 2010
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