MEGANAI | RONALD BRUNER JR. | La Fusion è roba per metallari, ma anche no!
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RONALD BRUNER JR. | La Fusion è roba per metallari, ma anche no!

by NICOLA ALTIERI

C’è una storiella che gli appassionati di musica col groove si raccontano da quando il groove ne ha memoria. La Fusion è roba per metallari. Tutti quegli incastri, quei suoni sovrapposti, quella voglia matta di far vedere a tutti di saper suonare meglio di tutti e quella strana fissazione di suonare il basso come fosse una chitarra e la chitarra come fosse il motore di un’astronave in partenza per colonie oltremondo e altre menate da gente che deve dare un senso ai decenni di conservatorio. La storiella è grossomodo questa e come tutte le storielle è grossomodo una cazzata e come tutte le storielle ha anche un corollario: i dischi dei batteristi fanno generalmente schifo e quelli dei bassisti sono meno peggio ma solo per evidente vantaggio di partenza. Questa è una evidente cazzata, senza il grossomodo. Diapositive a corredo: 
Billy Cobham & Tony Allenn
Thundercat è un mostro, chiunque abbia visto un live di uno dei tanti artisti che se lo sono portato dietro come bassista potrà confermare che dal palco quando c’è lui fuoriescono unicorni sotto acido. Dategli da suonare il jingle del vostro ascensore e una volta scesi al piano terra sarete in una dark room con il magenta acceso al posto del nero. Quando suona per i fatti suoi e fa cose per i fatti suoi è molto meno mostro, s’accontenta di fare il piacione come saprebbero fare pochi altri ma per l’appunto si accontenta, anche se è un accontentarsi stiloso e preso benissimo. Thundercat ha un fratello, succede, fa il musicista anche lui, del resto era musicista anche il padre e non un musicista qualsiasi, era il tizio che suonava la batteria in quella meteora di sfavillante disco fusion che furono i Chameleon (se cliccate qui a sinistra cavalcherete la meteora) ma per i comuni mortali del groove anche batterista per The Supremes e The Temptations, robetta insomma. Il fratello di Thundercat si chiama come il padre, Ronald Bruner ma con uno JR. in più e fa il batterista anche lui ed è un mostro anche lui e suona ed ha suonato con un sacco di gente figa anche lui. C’è una differenza però tra lui ed il padre, che è un po’ anche la differenza che rende grande Thundercat, questa differenza è una cosa sopraggiunta nel frattempo e si chiama Hip-Hop.
 

Ronald Bruner, JR. ha fatto un disco in cui suona e canta e probabilmente involontariamente balla anche mentre fa le altre cose. Un disco in cui è contenuta questa macchina da guerra qui sopra, in cui lui ed il fratello fanno a gara a chi suona meglio ma nel frattempo non dimenticano di fare un pezzo che suoni bello oltre che bene, un pezzo in cui a tratti sembra di sentire i Toto con la caciara intorno. Un disco Pop perché ci sono le canzonette con gli urletti. Un disco Soul perché insomma He’s Got It, e vagli a dire di no. Un disco sbagliato perché tutto sommato un disco Fusion riveduto e corretto. Il suo però è anche un disco con le sessioni di batterie che provi quando vai al negozio di strumenti per testare i nuovi arrivi, un disco in cui la batteria sta al centro, si allarga, prende spazio, la senti, sempre presente ed evidente, in una maniera simile a quella di Lateralus dei Tool altro disco in cui ti aspetti che ci sia altro a dominare, invece no, comanda lei, ma un disco in cui c’è anche un sacco di altra roba assortita ed invadente, suoni che sgomitano e graffiano e si prendono il loro posto con una certa maleducazione. Un disco Hip-Hop perché se ne fotte di quelli che raccontano le storielle, prende, mescola, assaggia, sputa, aggiunge le salse, ci beve su e poi pulisce il piatto. C’ha i suoi momenti ruttino, ti va un po’ di traverso ma diamine se è uno di quei dischi che ti fa venir voglia di fare cose durante e dopo e quindi ha vinto lui.
La Fusion non è roba per metallari, la Fusion non esiste e i metallari oggi fanno Cosmic Jazz con le chitarre tonanti intorno e lo chiamano Black Metal ed è una delle musiche più belle in circolazione. 

 

 

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17 marzo 2017
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