MEGANAI | RYAN ADAMS | (Taylor Swift’s) 1989
MEGANAI

RYAN ADAMS | (Taylor Swift’s) 1989

Ryan Adams Taylor Swift 1989

Devo ammetterlo: a me Taylor Swift sta proprio sulle scatole. Con quella faccina perfettina, quel sorrisetto sempre stampato in faccia, entusiasta di tutto e tutti e amica di chiunque (tranne Diplo ma Diplo sta antipatico pure a se stesso) ed influente più di Obama, praticamente l’unica vera star musicale rimasta con Rihanna e Beyoncé, una specie di modello da seguire per la teenager americana qualunque, l’angolo caucasico di un triangolo pop composto con le 2 suddette. Però…però con tutto che proprio non la sopporto dovrei essere proprio scemo, oltre che sordo, per non ammettere che il suo 1989 è un disco sostanzialmente perfetto, con davvero ogni elemento al posto giusto, il miglior disco di pop mainstream e da sonorizzazione del supermercato che sia uscito negli ultimi “n” anni (anche perché non è che ci sia questa gran concorrenza…) e ammettiamolo: al supermercato ci andiamo tutti prima o poi.
Julia Roberts Janis Joplin Taylor Swift 1989
C’è poco da farsela stare antipatica: ha azzeccato una formula invidiabile e soprattutto in quel disco ci sono le canzoni, quel genere di canzoni che canticchi non volendo, che ti entrano nel subconscio, le sai anche se non sai di saperle. Ecco, evidentemente un pensiero simile deve averlo avuto anche Ryan Adams. Ora…Ryan Adams è un altro che io ho sempre un po’ snobbato, non c’è un motivo vero, ogni volta che ho ascoltato sue canzoni mi son sempre piaciute, c’ha un talento raro, le sue canzoni ti arrivano dritte addosso, insomma è chiaramente uno dei buoni in mezzo ai cattivi, però ecco non è che mi sia mai venuta particolare voglia di andare oltre un ascolto sporadico e casuale. Almeno fino ad ora.

Ryan Adams Taylor Swift 1989

Ryan Adams ha preso 1989 di Taylor Swift e lo ha interamente coverizzato, alla sua maniera ovviamente, ed ecco che è venuto fuori un disco in cui ci sono quelle stesse canzoni lì che essendo belle funzionavano lì e funzionano bene anche qui perché le canzoni belle dove e come le metti stanno. Non è che sia tutto indimenticabile, qualcosa è anche fin troppo abbozzato, qualcos’altro è un po’ didascalico anche se mai davvero banale e in fondo non è nulla di diverso da quello che può capitare di ascoltare in una radio americana a caso tra l’Arkansas ed il Tennessee, però c’ha l’alchimia strana di quei dischi che li metti su e anche se capita di avere il momento in cui volerli togliere non li togli mai e finisci per ascoltarli in heavy rotation. Del resto come fa a non piacere un disco in cui ti ritrovi a canticchiare una canzone di Taylor Swift ma con delle atmosfere che ti sembra d’essere in una autostrada di notte, solo in auto, dopo aver salutato per l’ultima volta la donna che credevi essere della tua vita ed invece era solo una stronza?

 

LO STREAMING DEL DISCO:

 

Details

22 settembre 2015
CATEGORIA