目 が ない (Me Ga Nai) nella lingua giapponese è non avere più occhi, accecati dalla bellezza.

Amare follemente da non riuscire più a vedere.

MEGANAI è la bellezza oltre lo sguardo.

Il problema è avere gli occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono. Occhi chiusi. Occhi che non vedono più. Che non sono più curiosi. Che non si aspettano che accada più niente. Forse perché non credono che la bellezza esista. Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio.
PIER PAOLO PASOLINI

 

Ho aperto un blog perché è un luogo, uno spazio, cercato e creato, su se stessi e su quel che si vorrebbe essere, su quel che muove e smuove. Uno spazio è tutto, ma uno spazio proprio, lo spazio di tutti non è lo spazio di nessuno. Un luogo è un punto su una mappa, da raggiungere o da evitare,  da cercare e trovare o da cui deviare. Forme, colori, suoni ed umori, delineati in forma del sé, indifferenti al consenso e immuni al dissenso.

 

Ho aperto un blog perché il luogo del tutto di tutti, modellato sul tutto informe di qualcuno in forma di nessuno, non è il mio luogo.

 

Ho aperto un blog perché stufo delle dinamiche che governano i social network ma prima ancora perché stufo delle dinamiche con cui i  social network governavano me. Ho aperto un blog perché stufo di me. Stufo del dire senza il fare. Stufo di avere più lettere che colori, più parole che immagini. Stufo di dover dire per esistere in un luogo finto e nell’inseguire l’esistere finire per non vivere in un luogo vero. Stufo della necessità della condivisione di qualcosa che sembra non possedere un suo valore se non nel momento della messa in comune, quasi conquistasse senso solo nel atto stesso del consenso e del dissenso. Stufo dell’estremizzazione della diffusione e moltiplicazione di un contenuto non come arricchimento e parte finale d’un processo ma come processo stesso.

 

Ho aperto un blog per costruire un luogo finto ma mio, nel non luogo per eccellenza che è diventato l’internet, e confinare così forme, colori, suoni ed umori in uno spazio virtuale ma personale e poter ritrovare al di fuori, con calma, tempi dilatati e pazienza, la strada verso un luogo vero in cui tutti non abbiano da dire e ridire su tutto ma parlino di sé e a cui io possa parlare di me.
Spegnendo lo schermo, aprendo la porta, camminando, comprando un biglietto, salendo su un treno, bevendo birra…

 

Nel mio blog non ci sono commenti, se volete parlare telefonatemi e vediamoci, perché, se avete cose belle da fare e da far vedere, le distanze non esistono e non è l’internet ad abbatterle ma il desiderio. Se proprio dovete scrivetemi, i miei canali social sono semi dormienti, tra il silenzioso, l’automatizzato e il di poche parole, semplici emanazioni del blog, istantanee su un mondo, il mio, ma ci sono, sono un ponte utile a conoscersi, mettersi e tenersi in contatto ma il contatto vero è un altra cosa e si lascia preferire.

 

Nicola  Altieri

 

TEL: 3490536791
EMAIL: [email protected]

 

“You’ve got a goddamn nerve
(In time)
I’ll be feeling the same
In the club, in the rave
Everyday, everyday
You be testing my sane”